Lettera aperta dell’I.S.A.

Lettera aperta dell’I.S.A.

Gentilissimi amici,

il concorso provinciale “Io Creo Drawing 2025” è iniziato e sono felice di annunciare che ben 21 scuole hanno aderito con il consueto entusiasmo a questa XIV edizione.

Come avrete notato dall’elenco pubblicato qualche giorno fa, ci sono alcune adesioni che escono dal territorio provinciale: Forte dei Marmi, Seravezza, Ortonovo e, di straordinaria rilevanza, Rimini e Reggio Calabria. Ed è proprio su queste ultime adesioni che mi vorrei soffermare.

In questi anni alcune scuole del nostro territorio, nello specifico di Carrara e Pontremoli, hanno ripetutamente respinto il nostro invito senza fornirci alcuna spiegazione valida in merito e, come se non bastasse, senza darci la possibilità di illustrare ai ragazzi e alle loro famiglie l’importanza della nostra iniziativa, che, aggiungiamolo, è completamente priva di costi e di particolari impegni da parte della scuola e/o dei docenti di Arte e Immagine.

Qualche insegnante ha provato a giustificare la mancata adesione con il fattore distanza o dello “scarso talento” dei loro allievi, cito testualmente. Bene, in merito a questo, mi è difficile commentare senza far trasparire il mio disappunto.

Le famiglie di Reggio Calabria percorrono 2000 km per raggiungerci e di certo il docente non si è mai fatto scrupoli artistici. I ragazzi che sono venuti da noi sono rimasti entusiasti e la loro soddisfazione e felicità non è finita dopo la finale: tutt’oggi siamo rimasti in contatto con le loro famiglie che hanno apprezzato, oltre al concorso, le bellezze del luogo e la nostra ormai purtroppo atipica ospitalità.

Il docente di Rimini ha avuto l’imput direttamente dal suo dirigente scolastico e, dopo averci contattato, e dopo aver appreso sui nostri canali di cosa si trattasse, ha subito voluto aderire con un entusiasmo tale che mi ha personalmente commosso.

Allora mi domando: tutti questi “progetti” che le scuole accettano ogni anno, tutte queste attività extra didattiche che per qualche motivo devono essere svolte, spesso a discapito del programma ministeriale, sono davvero così indispensabili? E soprattutto, sono state queste preventivamente illustrate ai genitori e hanno avuto il consenso effettivo dei diretti interessati?

Il disegno è una cosa semplice, la prima espressione di comunicazione dell’uomo: nelle caverne dei nostri avi venivano rappresentate scene di vita da cui i ragazzi imparavano le regole della caccia e pericoli della natura. Adesso, nell’era digitale, abbiamo l’IA che ci sta sostituendo e soprattutto ci sta gradualmente rubando la fantasia, unica arma decente per resistere alle avversità della vita e per raggiungere traguardi creduti irraggiungibili. Prendere due colori in mano e scarabocchiare una superficie bianca è una cosa naturale, un istinto che abbiamo dentro fin dalla nostra tenera età, perché dimenticarlo, perché escluderlo e soprattutto perché ignorarlo? Chi siamo noi per impedire ad un ragazzino di provare qualcosa di diverso che non sia digitale?

Allora, a chi ha avuto la pazienza di leggermi fino a qui, chiedo: mettete i vostri bambini di fronte ad un album da disegno, dategli una matita e pochi colori e vedrete che vi stupiranno.

Ma la richiesta più grande la rivolgo ai docenti di Arte e Immagine: lottate per la vostra materia, imponetevi, perché tirandovi indietro non farete altro che indebolirla e screditarla.

Trovate dentro di voi l’entusiasmo di un tempo e trasferitelo ai vostri alunni, la vostra passione sarà la loro e le lezioni saranno molto più corte di quanto vi sembrano adesso perché il tempo vi volerà.

Grazie per l’attenzione

Paolo Ramagini

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